13 Marzo 2008

Psicodramma senza fine

  Caterina VS Freud

F Siediti cara,siediti pure.

C Grazie,ne ho un bisogno disperato. 

F Di parlare?

C No,di sedermi.

 

(estrae il suo taccuino in pelle dal primo cassetto della  scrivania )

 

F Come procede la vita scolastica?

C Non lo so, Sigmund. Costellata tanto da successi quanto da insuccessi e,sia gli uni che gli altri, mi sembrano immeritati. Con un nove non arrivo alla vittoria e con il sette non subisco una sconfitta.

F Approfondisci.

C Beh,non faccio nulla né per meritare un buon voto né per buscarmi un brutto voto.

F Eppure godi della stima di molti.

C Bah,luoghi comuni caro mio,solo luoghi comuni.

F Luoghi comuni su cosa?

C Sulla mia intelligenza.

F Dubiti della tua intelligenza?

C No,confido nella mia stupidità.

F Indecisione.

C Mi offendi riducendo tutto a questo.

F Tu cosa aggiungeresti?
C Il fatto che non desidero nulla,nemmeno quello che già possiedo. Credimi,è più angoscioso non voler nulla anziché volere qualcosa.

F Sempre a giocare sull’ambivalenza! Vecchio trucco,mia cara.

C Mmm,è un po’ la storia del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno.

F e ora che c’entra il bicchiere?

C oh,eccome se c’entra! Il problema sta proprio nel bicchiere,Sigmund! Non sappiamo cosa sia il bicchiere(se cioè sia mezzo vuoto o mezzo pieno) ma sappiamo con certezza cosa non è, e puoi star certo che non è né l'una nè l'altra cosa. Per dare una diagnosi sullo stato del bicchiere,bisogna prima attendere che si svuoti o che si riempia,altrimenti il bicchiere non può rientrare in alcuna definizione.

F conclusione?

C Ma è proprio questo il punto! Non esiste nessuna conclusione!

F: Nessuna diagnosi?

C No. Analogamente al bicchiere,non sono stupida o intelligente,pazza o sana,sensibile o indolente,temeraria o cacasotto. Non sono nessuna di queste cose e,tuttavia,sono tutte queste cose.

F secondo quale criterio sei  l’una o l’altra?

C Oh,la comprensione di questi processi va oltre le mie facoltà. Diciamo che tutto avviene nel sottobosco dell’inconscio. La meccanica mi sfugge, Sigmund. È come se fossi governata da una forza estranea con una sua volontà autonoma.

F e l’assedio di questa forza estranea che conseguenze ha?

C solo una,Sigmund: non sono più padrona dei miei pensieri. Il pensiero pensa,ma io no! È difficile da spiegare…

F Prova cara,prova.

C diciamo che non sono io a pensare i miei pensieri. Sono loro che si annullano,si riproducono,compaiono e scompaiono,partono e arrivano. Ho reso l’idea?

Oh,merda!

 

F cosa?

C Ecco che ne arriva un altro! Eccolo! Eccolo!

F chi arriva?

C Un pensiero!

F che pensiero?

C Il pensiero,Sigmund, che io sia il frutto dello sdoppiamento di due elementi inscindibili che si escludono a vicenda! L’essere e il non essere! O Parmenide! Me la pagherai,bastardo!

Morte! Morte! Morte!

 

 

(cala il sipario…meglio che io la pianti)

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