27 Novembre 2008

Ad una vecchia amica

 

Scosti lo sportello, e ti illumini d’immenso. Si tratta del frigo,non della finestra. Si tratta di una misera lampadina a risparmio energetico,non del sole.

Ennesimo festino privato(privato in senso stresso,dato che sei l’unica partecipante); ennesima orgia di cibo.

Posi tutto l’occorrente sul ripiano di marmo: piadine da 150 g , formaggi per tutti i gusti, avanzi,marmellate e salumi. Esci dalla cucina, e ti dirigi verso la dispensa: il corridoio del tuo appartamento è infarcito di specchi. Ti conosco bene,so che tieni lo sguardo chino per tutto il tragitto pur di schivare  la tua immagine riflessa. Giungi a destinazione: ah,i prosciutti che penzolano dal tetto son drappi! La fine disposizione dei pacchi di brioche è un arazzo! Lo stomaco ti si contrae in un orgasmo.

Torni in cucina,inserisci il pan bauletto nel tostapane, spalmi la nutella sulle piadine,le riscaldi con il microonde e,infine, vi cospargi sopra  una spolverata di zucchero a velo.

Ti avventi sul banchetto con furia animalesca e,tra un boccone e l’altro,provi a ricostruire la sentenza lapidaria pronunciata dal tuo medico circa la situazione attuale.

La frase suonava più o meno così:“Il tuo corpo è una sacca, una sacca che al momento contiene solo letame.”

Musica per le tue orecchie!

Abbuffata conclusa. Ti alzi in piedi e vieni subito assalita da un senso di traboccamento. Ingolli mezzo litro d’acqua e ti avvii in direzione del bagno. Ti immagino prona sulla tazza del cesso,abbarbicata al copri water. La gola si restringe e si dilata,si restringe e si dilata; cumuli di cibo intrisi di catarro fuoriescono senza fare tante storie,altri ti si incastrano in gola. Ti piace far le cose per bene,portare ogni azione a compimento,quindi non la smetti con questo folle balletto fino a quando il tuo palato non assapora i succhi gastrici. Ti accovacci tra il cesso e il bidè,cullata dal tanto familiare fetore del vomito. Non chiamatela routine. Chiamatelo circolo vizioso.

Verrà il giorno in cui ti chiederai se val la pena vivere così;se val la pena essere sempre dissimulata,furtiva,bugiarda; se val la pena giocarsi tutto in una mano così azzardosa. Il problema è che la risposta sarà  un sì.

 

 

Io non perdono,faccio solo finta di dimenticare. La verità è che non ci siamo mai sforzate di capirci. Mi scuso per le offese che ti ho recato, e ti giustifico per quelle che hai recato a me. Ma non ti ho perdonata,mettitelo bene in testa.

 

 
13 Marzo 2008

Psicodramma senza fine

  Caterina VS Freud

F Siediti cara,siediti pure.

C Grazie,ne ho un bisogno disperato. 

F Di parlare?

C No,di sedermi.

 

(estrae il suo taccuino in pelle dal primo cassetto della  scrivania )

 

F Come procede la vita scolastica?

C Non lo so, Sigmund. Costellata tanto da successi quanto da insuccessi e,sia gli uni che gli altri, mi sembrano immeritati. Con un nove non arrivo alla vittoria e con il sette non subisco una sconfitta.

F Approfondisci.

C Beh,non faccio nulla né per meritare un buon voto né per buscarmi un brutto voto.

F Eppure godi della stima di molti.

C Bah,luoghi comuni caro mio,solo luoghi comuni.

F Luoghi comuni su cosa?

C Sulla mia intelligenza.

F Dubiti della tua intelligenza?

C No,confido nella mia stupidità.

F Indecisione.

C Mi offendi riducendo tutto a questo.

F Tu cosa aggiungeresti?
C Il fatto che non desidero nulla,nemmeno quello che già possiedo. Credimi,è più angoscioso non voler nulla anziché volere qualcosa.

F Sempre a giocare sull’ambivalenza! Vecchio trucco,mia cara.

C Mmm,è un po’ la storia del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno.

F e ora che c’entra il bicchiere?

C oh,eccome se c’entra! Il problema sta proprio nel bicchiere,Sigmund! Non sappiamo cosa sia il bicchiere(se cioè sia mezzo vuoto o mezzo pieno) ma sappiamo con certezza cosa non è, e puoi star certo che non è né l'una nè l'altra cosa. Per dare una diagnosi sullo stato del bicchiere,bisogna prima attendere che si svuoti o che si riempia,altrimenti il bicchiere non può rientrare in alcuna definizione.

F conclusione?

C Ma è proprio questo il punto! Non esiste nessuna conclusione!

F: Nessuna diagnosi?

C No. Analogamente al bicchiere,non sono stupida o intelligente,pazza o sana,sensibile o indolente,temeraria o cacasotto. Non sono nessuna di queste cose e,tuttavia,sono tutte queste cose.

F secondo quale criterio sei  l’una o l’altra?

C Oh,la comprensione di questi processi va oltre le mie facoltà. Diciamo che tutto avviene nel sottobosco dell’inconscio. La meccanica mi sfugge, Sigmund. È come se fossi governata da una forza estranea con una sua volontà autonoma.

F e l’assedio di questa forza estranea che conseguenze ha?

C solo una,Sigmund: non sono più padrona dei miei pensieri. Il pensiero pensa,ma io no! È difficile da spiegare…

F Prova cara,prova.

C diciamo che non sono io a pensare i miei pensieri. Sono loro che si annullano,si riproducono,compaiono e scompaiono,partono e arrivano. Ho reso l’idea?

Oh,merda!

 

F cosa?

C Ecco che ne arriva un altro! Eccolo! Eccolo!

F chi arriva?

C Un pensiero!

F che pensiero?

C Il pensiero,Sigmund, che io sia il frutto dello sdoppiamento di due elementi inscindibili che si escludono a vicenda! L’essere e il non essere! O Parmenide! Me la pagherai,bastardo!

Morte! Morte! Morte!

 

 

(cala il sipario…meglio che io la pianti)

 
04 Marzo 2008

INIZIARE A FUMARE E’ LA COSA MIGLIORE CHE ABBIA MAI FATTO

Un insignificante giovedì sera,un’ insignificante settimana,un’ insignificante aria settembrina.

Mio padre mi porge il solito bicchiere ricolmo di birra moretti,prende posto accanto a me e comincia a cincischiarsi il mento.

Sperperiamo serate di questo tipo in logorroici battibecchi circa la Fallaci e le opere che ha cagato dopo la guerra del golfo. Io sostengo la mia beniamina,lui fa di tutto per buttarla giù.

Stasera non abbiamo voglia,siamo entrambi provati dalle stressanti pressioni lavorative dell’autunno.

“Bisognerebbe festeggiare il capodanno in settembre”, dico io convinta di aver fatto la mossa giusta per intavolare una discussione,ma non funziona.

Ha l’aria stanca e annoiata. Guarda il mio zainetto traboccante di libri dai titoli impegnativi e,tradendo il suo solito timbro autoritario con una mosceria di fondo,dice:”Mah,chi cazzo te lo fa fare…”

Non ho voglia di ribattere con la solita solfa sull’importanza della lettura. Non ho voglia di dare il via alla solita coprofagia verbale. Me ne sto zitta,e attendo che parli ancora.

“allora,quali nuove?” visto che gli interessa saperlo,non mi faccio scrupoli a bombardarlo con tediose lamentele circa il mio stato attuale.

Ascolta tutto pazientemente,non mi interrompe mai;prima di aprir bocca,aspetta che io taccia.

“Ti sei ficcata in un bel garbuglio. Hai abbandonato un cumulo di merda per prendere domicilio in un letamaio.”

Grazie al cazzo,come se non lo sapessi.

“Sai pà,comincio a pensare che iniziare a fumare sia la cosa migliore che io abbia mai fatto.”

Un sorriso benevolo trasforma le rughe che lambiscono i bordi della sua bocca in solchi profondi,abissali.

Ogni volta che sorride,sembra invecchiato.

Ripenso al casino delle ultime settimane,rifletto su come comportarmi,scarto ogni atteggiamento  che possa compromettermi.

Mio padre mi stupisce ogni giorno di più: “Non c’è dignità nell’amore. Smettila d’avere questa smania per il decoro,per il pudore! La vita ci offre solo qualche buona scopata,e poi moriamo.”

sacrosantamente vero. 

 

 

P.s. che Dio ti preservi,pà!

 
27 Gennaio 2008

la vita malata

 

Alle anime semplici  bastano una giornata di sole,un bicchiere di chinotto in un pomeriggio afoso e un buon voto a scuola.

A te no .

non sei del tutto convinto di avere un anima e,ammesso che tu l’abbia, è pidocchiosamente complessa e turbata. Il turbamento arriva sotto mentite spoglie:isteria,ansia,scazzo,nevrosi.

L’isteria consequenziale ad un desiderio irrealizzato . La nausea di chi prova un implacabile disgusto. Lo scazzo di chi non sa dove andare,cosa fare,chi incontrare. La nevrosi che ti fa tremare le gambe e strabuzzare gli occhi. Lo sguardo imbambolato,le pupille pietrificate di chi ha visto chissà cosa.

Non c’è causa,non c’è movente:è tutto fine a se stesso,tutto gratuito.

La consapevolezza di dover puntare la sveglia per il giorno dopo; la certezza che non riuscirai a gustare appieno quelle otto ore di sonno;la sensazione,ogni volta che ti rannicchi fra le coperte,che il mattino sia incombente e minaccioso; il desiderio assoluto di  far la muffa a letto; la voglia di fissare il tetto con occhi vacui,ché anche leggere un libro o guardare la tv sembrano attività troppo impegnative,decisamente spompanti.

Niente può alleviare il peso della tua noia.

La Noia.

Sei noioso ed annoiato,turbato ed inquietante,malato e contagioso.

L’adolescenza è la culla dei bacilli che ammorberanno la tua vita futura: insoddisfazione,tedio mortale, stanchezza,odio indiscriminato,svogliatezza,routine viziosa e assassina.

Vita mortale…morte vitale.

Ma vaffanculo!

 
09 Gennaio 2008

puttanate belle e buone...

 

Niente. nulla . nessuno.  no . Per niente al mondo . Certamente no . giammai.

Nemmeno per il cazzo . mai e poi mai.

Un “no” secco,che non prescinde dalla domanda cui risponde.

Una “non-volontà” assoluta,che ti inchioda alla poltrona,che ti àncora al letto.

“Non voglio uscire per andare chissà dove,fare chissà cosa o vedere chissà chi. Voglio solo riversare tutte le mie energie nell’autocommiserazione.”

non sei né grasso,né magro,né intelligente,né stupido,né,né,né. Non sei. Punto.

umanoide grigio opaco. Incapace ma ambizioso. Cinico,ipocrita,di una gelida intelligenza,ma di una esasperata sensibilità. Demente ma onnisciente. Credi di essere migliore degli altri. E con questo? Niente,trabocchi comunque di autodisprezzo .  “Posso fare di più,posso far meglio. Io Posso. Il problema,è che non ho voglia.” Incredibilmente intelligente, ma irreparabilmente pigro...   

un pazzo con la bava alla bocca,che ti sputa addosso quando parla. Ti inzuppa d’una saliva abrasiva:quella  impregnata di parole vere. Di verità.

    

Mi si è sgretolato il cervello,ed io ne espongo le reliquie…

beh,a volte si ha come la sensazione che l’attività cerebrale si arresti,per far posto ad un mondo nuovo,fatto di sfumature e privo di contorni… nebulosa di elementi confusi,ma armonici…le tue palpebre divengono delle impalcature: vi posta un pittore impazzito,che spiaccica le sue tavolozze contro il bulbo oculare.

Le tue orecchie canali fognari,dove i poeti scaricano il loro piscio. Le tue dita dieci sarte provette,che tessono le trame di storie strampalate,senza alcun futuro.

Sei un insieme di parti staccate che non possono funzionare indipendentemente le une dalle altre.
sei quello che sei,anche se,in fondo,non sei gran cosa.

 
31 Dicembre 2007

un anno da madama disdegno



[i][b][c=1]Lady Vendetta[/c=47][/b][/i] says:mi ha chiesto "prova a metterti nei miei panni,che cos'avresti fatto al mio posto..." e io ..."non lo so,nn sono mai stata al tuo posto,quando mi ci troverò te lo farò sapere "...e lui "spero che per quel giorno le nostre strade saranno separate per sempre " e io..."bravo,perchè nn cominci da adesso,vattene!"...e lui...."va bene...addio"
[i][b][c=1]Lady Vendetta[/c=47][/b][/i] says:
fine
^°^°Madama Disdegno^°^° says:
o mio dio! che interpretazione sublime di te stessa! è giusto così,anch'io da grande,quando mi guarderò indietro,vorrò vedere morti e feriti! il bello è che la vendetta non è finita qui! verrà spodestato,defenestrato,DISARCIONATO anche in politica!
[i][b][c=1]Lady Vendetta[/c=47][/b][/i] says:oddio....DEFENESTRATO °°^°^°Madama Disdegno^°^° says:
le donne son donne,possiamo fallire in molti campi,ma la vendetta è faccenda  di nostra esclusiva competenza
[i][b][c=1]Lady Vendetta[/c=47][/b][/i] says:
ce l'abbiamo nel sangue direi...e con un po di pratica risciuremmo a fare cose che mai nessun uomo è arrivato a fare....POTERE!
^°^°Madama Disdegno^°^° says:
POTERE!!!!! MORTI E FERITI! GUERRA!


non so perchè,ma questo è stato l'anno dei sotterfugi,delle tresche,dei tradimenti,degli abbandoni,dei ghigni malefici,dei complotti,degli imbrogli e,soprattutto,delle vendette.
ho amorevolmente nutrito la cerchia delle persone che mi odiano.
ho castrato il mio ex migliore amico. ho sputato addosso alle mie ex amiche tutto il veleno che,per circa 5 anni,avevo serbato in gola. ho umiliato(pesantemente) un coglione che aveva detto una parola di troppo sul mio conto.pur essendo quello che sono(ossia una tappetta ebefrenica,miope,trasandata,strafottente e presuntuosa), ho reso "cerbiatto a primavera" una stangona griffata e starnazzante che credeva di potersi spupazzare  il ragazzo che amo.
è stato un anno turbolento. ma ho vinto io.

 
27 Dicembre 2007

patologicamente indolente

Indolenza,nausea,misera autoconsolazione.

Ci sono momenti in cui non ti frega più di nulla. Abbandoni la posizione di mastro burattinaio e lasci che la vita faccia il proprio corso. Un solo desiderio:dormire. Una sola tragedia:svegliarsi.

Detesti tutti,compreso te stesso. Detesti tutti,a partire da te stesso.

I tuoi occhi fanno una scorribanda:che c’è? Chi sono tutti questi stronzi? Cosa vogliono da me?

Si fottano tutti,nessuno escluso.

Ridi.

- Cazzo ridi? Sei allegro?

-No!

-Sei felice?

- Si,forse in un’altra vita.

-Perché ridi?

-perchè è tutto così fottutamente ridicolo,fasullo,patetico,triste.

-Perché sei triste?

- Tristezza fine a se stessa,nessun motivo apparente. Ragionamenti subliminali,percorsi mentali ascosi,il pensiero che segue un tragitto ignoto,il pensiero che riesce a sopraffare e manovrare te che lo pensi.

Non capisci,non sei capito. Totale indigenza intellettiva,emotiva e spirituale.

Il professore di filosofia che dice:”Il vuoto,per essere tale,ha bisogno di un recipiente, un recipiente che non contiene nulla,anzi,che contiene Il Nulla. Chi mi sa spiegare,dunque,la differenza tra vuoto e nulla?”

I tuoi compagni si lambiccano e si consultano. Tu stai immobile,sorridi compiaciuto,conosci la risposta.

Hai voglia di dormire. Il sonno come unico diversivo,come unico espediente di evasione.

Tua madre ti rinfaccia che trascorri ogni ora del giorno nell’ozio più totale.

I tuoi amici si divertono,ridono per ogni battuta,anche se pessima. E tu? Tu ti senti una nota stonata.

Il loro è un coro allegro e conviviale ,la tua è una nenia che si prolunga nel tempo.

Ti annoi. Ti piace annoiarti,è rassicurante,è una sensazione che conosci bene.

Vuoi emanciparti da tutte quelle frivole esigenze che ormai si sono innestate nel tuo sistema di vita:il pub,i rapporti interpersonali,le uscite serali,il maglione tremendamente fashion esposto nella vetrina di eclisse…

Non te ne frega nulla di sapere se e dove hai sbagliato. Non ti frega nulla di capire se e perché una certa persona ti vuole bene.

Non vuoi sapere cosa la gente pensa di te,non vuoi costruirti un’opinione sulla gente che conosci o hai conosciuto.

Il tuo mondo interiore,il tuo ego-cosmo diventa un buco nero insondabile,che divora i tuoi ricordi,i tuoi umori,le tue emozioni,i tuoi pensieri.

Vivi come un automa:tutti i processi mentali e fisici che la tua mente dovrebbe gestire,calano nel sottobosco dell’inconscio e ti lasciano con i palmi lindi ed il cranio sgombro.

Potrei andare avanti per ore a spiegare la mia condizione attuale,ma distillerò il tutto in una formula meravigliosamente semplice: NON STO PIU’ CAPENDO UN CAZZO.

 
07 Settembre 2007

io non sono qui

http://sottolacrestadellonda.spaces.live.com
 
23 Giugno 2007

MOTIVARE MOTIVARE MOTIVARE MOTIVARE MOTIVARE MOTIVARE MOTIVARE MOTIVARE MOTIVARE MOTIVARE MOTIVARE MOTIVARE MOTIVARE MOTIVARE

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